"Come girava le pagine? Con la lingua, come dovremmo fare tutti!"
Ho finito di leggere l'eccezionale Stella distante di Bolaño - dove i poeti-assassini scrivono poesie nel cielo con il fumo degli aerei - mentre aspettavo il bus, il 492, nel tardo pomeriggio romano di ieri. Parentesi: il libro è piccolo, ma con i tempi di attesa romani avrei potuto leggere per intero I miserabili senza troppa fretta.
Il bus è partito ma, dopo qualche fermata, è dovuto rimanere fermo per diversi minuti. Dove? Di fronte alla Biblioteca nazionale, proprio dove stavo andando. Lì era prevista un'assemblea pubblica - "Carta batte forbice" - sulla situazione d'emergenza in cui versano le biblioteche pubbliche italiane, e la cultura in generale, e l'Italia in generale, e noi in generale. Siamo arrivati nel momento esatto in cui i manifestanti, a cui era stato negato l'accesso alla biblioteca, stavano bloccando il traffico. In particolare, proprio il bus dov'ero io. Per me poco male, visto che volevo scendere, ma il problema è stato che non mi lasciavano farlo: "per motivi di sicurezza non posso aprire", mi diceva l'autista. Bolaño in Stella distante: "Senza timore della pioggia né dei lampi. Senza temere, soprattutto, l'incoerenza".
Molti dei manifestanti - gente di tutte le età, fra cui molti bibliotecari e insegnanti - si erano seduti per terra a leggere dei libri, ma la Polizia stava usando la forza per sgomberare la strada. L'unica cosa che potevo fare erano delle foto con il mio cellulare da dentro il bus e spiegare di cosa si trattava ai viaggiatori che sbuffavano. Poi ce l'ho fatta a uscire, e ho trovato questa situazione. Pareva d'essere allo stadio, con camionette della Polizia dappertutto e cordoni a bloccare l'ingresso. Quel che è buffo è che la Polizia sta subendo tagli proprio quanto la cultura. Del resto, siamo tutti sulla stessa barca: un Paese che fa ridere.
La protesta si diffonderà alle altre biblioteche? Non lo so, lo spero, se nel modo giusto. In ogni caso, rientrando a casa, ho tirato di nuovo fuori dalla borsa Stella distante di Bolaño. Vedere quella gente leggere dei libri seduti in mezzo all'incrocio stradale di fronte a una grande Biblioteca mi aveva dato voglia di rileggerne qualche pagina, qualche passaggio. Per esempio: "Un capitano, che non si trovava nel palco d'onore, disse che in Cile tutti gli atti poetici finivano in un disastro. Perlopiù, sono soltanto disastri individuali o familiari ma alcuni si trasformano in disastri nazionali". Già.
