Mi sono imposto una pausa dalla tesaccia e sono andato a visitare la casa-museo di Alberto Moravia. La tengono aperta al pubblico ogni primo sabato mattina del mese, non di più. La guida mi ha ripreso tre volte, perché rimanevo sempre indietro a scrutare morbosamente la biblioteca, mentre lei parlava dei quadri che gli regalavano i suoi amici pittori e di tratti biografici che mi lasciavano perplesso. Nella biblioteca, il primo libro su cui mi sono caduti gli occhi è stato L'immoralista, di André Gide. Non dev'essere stato un caso.
Speravo di trovare, al momento di uscire, un libro degli ospiti, come succede in molti musei o mostre. Ma non c'era. Ci avrei scritto, con un bel tocco di patetismo: "Gentile Moravia, sono venuto a spiare casa Sua dopo solo qualche giorno aver finito di leggere i Suoi Indifferenti, e sa cosa Le dico? La casa dove si svolgeva la storia non la immaginavo troppo diversa da questa. Ma non si offenda, eh? Cordialmente, ecc.ecc."
