Lettera agli inquirenti che si stanno occupando del naufragio della Costa Concordia, all'Isola del Giglio.
Gentili Inquirenti,
questa mattina mi sono svegliato decisamente troppo presto, pur avendo forte bisogno di dormire e ricaricare le batterie. Non ero abbastanza lucido per mettermi subito al lavoro, così sono rimasto ancora un po' a letto e ne ho approfittato per mettermi a leggere tutto d'un fiato un libricino che tenevo da tanto sulla scrivania. Ebbene, gentili Inquirenti, dovreste leggerlo anche voi, e a al più presto. Sospetto che sia lì dentro una pista investigativa non trascurabile, per capire quello che è accaduto alla Costa Concordia. Il racconto lungo in questione è Il compagno segreto, di Joseph Conrad.
La vicenda è quella del capitano di una nave immobile al largo di un'isola del sud-est asiatico, in attesa che si alzi almeno un alito di vento per poter riprendere la navigazione. In una notte di inquieta calma piatta, contrarimente alle abitudini il capitano manda tutto l'equipaggio sottocoperta, a dormire. Rimane da solo sul ponte. Ad un certo punto, si accorge di un naufrago in mare, spuntato dal nulla. Lo fa salire a bordo e questo comincia a raccontare la sua storia. Il capitano decide di nasconderlo e salvarlo dal suo destino segnato e... basta, signori, mi fermo qui, perché il finale della storia della Costa Concordia e quello de Il Compagno segreto non è detto che coincidano. E' piuttosto sulle ragioni delle scelte del capitano della nave affondata che il libro può dire qualcosa. Anzi, è sulle ragioni di tutti noi esseri umani inquieti in una notte di calma piatta.
Grazie per l'attenzione, gentili Inquirenti. Buon lavoro.
