Scusate un attimo, cerco si smettere di ridere stringendomi la pancia e poi provo a scrivere questo post.
Ecco, ora dovrei farcela. Questo libretto è una raccolta di lettere che Gianni Rodari spedì alla Einaudi, sua casa editrice principale. Gli scriveva per gestire i suoi libri, concordarne di nuovi, battere cassa e insomma tutte quelle cose che riguardano il rapporto fra un autore e un editore. Ebbene, sono rarissime le volte in cui ho riso così tanto alla lettura di un libro. E ridevo a viva voce, cosa che deve aver fatto pensare ai miei vicini di stanza che sono matto.
Anche se spesso scriveva per questioni economiche, sono sicuro che nella redazione di Einaudi non si faceva che aspettare con impazienza la nuova lettera di Rodari, con uno sguardo di rimprovero al postino ogni volta che se ne presentasse sprovvisto.
Finita la lettura, sono andato subito in internet a vedere di ordinare dieci cento mille copie del libro da regalare agli amici, ma è stato allora che ho scoperto con rammarico che non è più disponibile (eppure fino a poco tempo fa lo era, oppure l'ultima copia sul mercato me la sono aggiudicata io, fra l'altro in una libreria romana tristemente in punto di chiusura). Spero che a Einaudi si pensi già a una ristampa. Ma intanto, proprio verificando la disponbilità del libro, sono incappato in un gentile sito in cui sono state trascritte alcune delle lettere. Sperando di non non far danno a nessuno, eccolo qua.
"E che altro vorreste di più se non cari saluti e abbracci?
Vostrissimo
Gianni Rodari"
